È guardarsi allo specchio e accettare di non essere santo o perfetto; che il desiderio di una condotta impeccabile, per quanto sincera possa essere, a volte non si realizza. Fallisce qua e là. Nell’incuria, le cose prendono una svolta di attrito e perdita. É vestirsi con pazienza per alzarsi e ricominciare da capo, dicendosi: va bene, ci sto provando, continuo a provare.

È godersi la propria compagnia, divertirsi imparando, raccontarsi cose, leggere libri, ascoltare canzoni, ridere del pasticcio, condividere zucchero e sale con i (pochi) veri amici, godersi la “saudade” a base di caffè, tè, birra o guaranà. Che ricca diventa la giornata.

Scoprire che, contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, scegliere di amarsi non implica un percorso di rose con arcobaleni in sottofondo e la colonna sonora di una sinfonia di passeri. É sorridere rassegnato, consapevole che a volte amor proprio significa tagliarsi la carne, prendere decisioni difficili, saper dire di no. E che questi, pur essendo gesti pieni di onestà, non sempre si capiscono.

Fare dell’autoanalisi rigorose, senza cadere nella tentazione dell’auto-indulgenza, cercando di essere giusto, usando la compassione e diventando il primo a venire in tuo aiuto. C’è una grande saggezza nell’essere a favore di te stesso, della tua crescita e del tuo apprendimento.

Coltiva la saggezza di partire e lasciar andare, senza guardare indietro. Grato per l’apprendimento, ma libero.

Abbiate discernimento per non confondere gentilezza e compassione con stoltezza e sottomissione ai capricci degli altri, rifiutando di essere manipolati da persone drammatiche, immature o esagerate, che trasformano i piselli in anguria.

Siate consapevoli che ci sono determinate situazioni e persone che non ci soddisfano. Non sono necessariamente malvagi; semplicemente non ci fanno bene, per ragioni diverse. Allo stesso modo, sapere che nessuna persona che ci delude è cattiva. Siamo noi che creiamo aspettative che non sono state soddisfatte. Meglio così che diventare qualcuno che si lamenta all’infinito, un profilo che non corrisponde all’amore proprio.

Ripeti ogni giorno: l’amor proprio è costoso, ma ne vale la pena.

Preparati a sapere che le tue decisioni a favore del tuo benessere possono generare mille speculazioni nella mente degli altri. Quando ciò accade, ascolta la voce interiore che suggerisce di rimanere fedele alle tue convinzioni, fiducioso di aver preso la decisione migliore per te stesso. E trovi conforto nel pensare che le falsità e le versioni inverosimili create da altri sono responsabilità di coloro che le hanno generate e alimentate.

Cerca incessantemente il perdono per te stesso e per gli altri. Perdonare rende la vita leggera. È un bel gesto. Quando non c’è perdono, l’autore del reato viene portato a condividere il nostro letto, soggiorno e cucina. Giorni e giorni di pasti e sonno con questa triste compagnia. È un sale in più sul piatto, una macchia sul lenzuolo, un’ombra sulla finestra, che blocca il sole. Meglio liberare il cuore dal peso, il che non significa necessariamente reinstallare il perdonato in salotto. Lasciarlo a distanza e andare avanti in pace è una ricompensa sufficiente. La prudenza è anche amor proprio.

Rendersi conto che il perdono di sé a volte è il più difficile. Alcuni di noi hanno un’enorme tendenza a nutrire la colpa, a torturarsi inutilmente, a creare modi per punirsi, a inventare ragioni per soffrire, come se non avessimo il diritto di essere felici. Ci vuole essere attenti tutto il tempo per non cadere in questi errori.

Scappare del risentimento a tutti i costi. Comprendere che una critica, per quanto aspra possa essere, può contenere una grande verità, che merita almeno di essere esaminata. Sapendo che i disaccordi sono salutari, non sono la fine del mondo e spetta solo a chi è coinvolto aumentarli o convertirli in fonti di apprendimento.

L’amor proprio è anche silenzio, ancor di più in questi tempi irrequieti. Meglio dare solo consigli e suggerimenti a chi lo chiede o è disposto a tale. D’altra parte, quando esprimi un parere, tieni presente che non è una sacra Scrittura o una clausola della Costituzione. È molto bello rendersi conto che gli altri non adotteranno il nostro modo di pensare solo perché lo strombazziamo ad alta voce.

Significa valorizzare l’indipendenza e accettare le scelte degli altri. Guardare i parenti e gli amici come persone autonome, capaci di gestire la propria vita.

Sapere prepararsi per giorni bui e solitari: tutti li sperimentano. Eppure, fiducioso, rivestiti di speranza.

Sii grato di essere vivo e per tutto ciò che hai vissuto.

Ama, ma non aspettarti nulla dagli altri, soprattutto gratitudine. Qualunque cosa accada, è profitto – credimi.

Rendi la natura un partner per lenire la mente agonizzante.

Credi profondamente in un amor proprio che si allontana dall’egoismo; che moltiplica i doni personali; e scopri ogni giorno cosa ti dà piacere e appagamento, indipendentemente da qualsiasi persona, luogo o situazione. E goditi questo incontro con te stesso, rendendolo un percorso promettente e benefico.

Essere fedeli ai propri valori, non comprometersi con la mancanza di etica per accarezzare l’ego, questo traditore. Tenersi presente che ci sono prezzi che non vale la pena pagare.

Amare te stesso significa assumere la responsabilità delle decisioni che si prendono, anche se fa male.

È sfuggire all’ipocrisia e alle relazioni estenuanti basate sulla cosiddetta pace di palude, quella in cui tutto sembra buono e calmo, ma sotto la superficie c’è sporcizia e tensione.

Piangere quando ne hai voglia, perché sei umano e non una felce di plastica. Poi asciugati la faccia e continua a vivere. Proibirsi di rimuginare, aumentare e nutrire fatti passati: non cambia nulla e non fa che prolungare la sofferenza.

Sii consapevole dei tuoi limiti. E non permettere a nessuno di attraversarli.

Risparmia il cuore dai dispiaceri, dall’amarezza, dagli orrori. Riempi il cuore di amori, sapori e colori. Questo è l’auto amore – con la rima e tutto il resto.

Testo: Sonia Zaghetto

Traduzione: Fernanda Belotti

Immagine: Lo specchio. Frank Markham Skipworth

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